Come fare affiliazioni senza un sito web
Per fare affiliazioni non serve per forza un sito web: si può partire e guadagnare anche solo con i social, un canale video o una newsletter. Avere un sito aiuta, ma non è un requisito per iniziare a consigliare prodotti e prendere commissioni. In questa guida ti mostro i canali che funzionano davvero, come usarli nel modo giusto e cosa cambia rispetto ad avere un blog, seguendo un esempio concreto dall’inizio alla fine.
- Si possono fare affiliazioni con social, YouTube, newsletter, Telegram e altri canali, senza un sito.
- Serve comunque un pubblico, anche piccolo ma interessato: è lì che nascono le vendite.
- Indica sempre che si tratta di link di affiliazione: è corretto ed è richiesto dalla legge.
- Senza un sito dipendi dalle regole della piattaforma: col tempo conviene costruirne uno.
Seguiamo un esempio
Prendi Marta: ha un piccolo profilo Instagram dedicato al fitness a casa, qualche migliaio di follower, e non ha né voglia né tempo di aprire un sito. La seguiremo per vedere come può guadagnare con le affiliazioni partendo solo da lì. È il caso tipico di chi ha già un pubblico su un canale e vuole monetizzarlo. Se non conosci il meccanismo delle commissioni, leggi prima la guida sul marketing di affiliazione.
Si può davvero senza un sito?
Sì. Quello che conta davvero nelle affiliazioni non è il sito, ma avere un pubblico che si fida di te e a cui consigliare prodotti utili. Quel pubblico può stare ovunque: su Instagram, su YouTube, in un gruppo Telegram o in una lista email. Il sito è solo uno dei tanti contenitori possibili, comodo perché i contenuti restano nel tempo, ma non indispensabile per iniziare.
I canali per fare affiliazioni senza sito
Ecco i principali, con come funzionano e il loro punto di forza.
| Canale | Come funziona | Punto di forza |
|---|---|---|
| Instagram / TikTok | Consigli prodotti nei contenuti, link in bio e nelle storie | Grande pubblico, contenuti veloci |
| YouTube | Recensioni e tutorial con i link in descrizione | I video restano e portano clic per anni |
| Newsletter / Email | Consigli ai tuoi iscritti via email | Pubblico tuo, che non dipende dai social |
| Telegram | Canale con offerte e consigli | Pubblico molto fedele e diretto |
| Gruppi e forum | Rispondi e consigli dove ha senso | Persone già interessate al tema |
| Immagini che rimandano ai prodotti | Funziona a lungo, ottimo per nicchie visive |
I canali spiegati, uno per uno
Instagram e TikTok
Sono i più immediati: consigli i prodotti nei contenuti e metti i link in bio e nelle storie. Marta, per esempio, può consigliare i tappetini e gli attrezzi che usa nei suoi allenamenti. Come fare nel dettaglio lo spieghiamo in affiliazioni su Instagram.
YouTube
È uno dei canali più solidi, perché i video restano e continuano a portare clic per anni. Recensioni, tutorial e confronti con i link in descrizione convertono bene: vedi come guadagnare con YouTube.
Newsletter ed email
È il canale più sottovalutato e tra i più potenti: gli iscritti sono tuoi e non dipendi dall’algoritmo di nessuno. Consigliare prodotti via email a chi si fida di te ha tassi di conversione molto alti.
Telegram, gruppi e Pinterest
Un canale Telegram costruisce un pubblico fedele a cui mandare offerte e consigli. Nei gruppi e forum di settore puoi consigliare prodotti dove ha davvero senso, senza spammare. Pinterest, infine, è ottimo per le nicchie visive (arredamento, ricette, fai-da-te): le immagini continuano a portare traffico nel tempo.
Come iniziare, passo per passo
- Parti dal canale dove hai già un pubblico o dove ti trovi a tuo agio.
- Scegli pochi programmi in linea con la tua nicchia: trovi i criteri in come scegliere i migliori programmi di affiliazione.
- Crea contenuti che mostrano il prodotto in uso: una recensione, un tutorial, un prima/dopo.
- Inserisci i link nel modo giusto per quel canale (in bio, in descrizione, nelle storie).
- Misura cosa vende e fai più contenuti su quei prodotti.
Le regole da rispettare
Due cose valgono su qualsiasi canale. La prima: dichiara sempre che è un link di affiliazione (basta una frase tipo “contiene link di affiliazione”). È corretto verso chi ti segue ed è richiesto dalla legge sulla trasparenza. La seconda: controlla le regole della piattaforma e del programma. Alcuni social limitano i link, e alcuni programmi chiedono requisiti minimi: leggi sempre prima di partire.
I primi guadagni di Marta
Vediamo i numeri. Marta ha 4.000 follower affezionati. Consiglia un set di elastici da allenamento da 20 € con cui ha fatto un video. In un mese, una trentina di persone comprano tramite il suo link: con una commissione del 5%, sono circa 30 €. Aggiungi qualche altro piccolo acquisto e arriva a 50-70 € al mese. Poco? Per un pubblico di 4.000 persone e senza alcun sito, è un’ottima base, che cresce man mano che il profilo si allarga e la fiducia aumenta.
Pro e contro rispetto ad avere un sito
I pro. Parti subito, senza costi e senza competenze tecniche. Sfrutti un pubblico che magari hai già sui social.
I contro. Dipendi dalle regole della piattaforma: se cambia l’algoritmo o ti chiude l’account, perdi tutto. Inoltre i contenuti social durano poco, mentre un articolo su un sito lavora per anni. Per questo molti iniziano dai social e poi affiancano un sito: il meglio dei due mondi.
Gli errori da evitare (e la soluzione)
- Riempire i contenuti di link. Soluzione: consiglia pochi prodotti, dove ha senso, dando valore.
- Promuovere prodotti che non conosci. Soluzione: solo ciò che useresti davvero, o perdi la fiducia.
- Non dichiarare l’affiliazione. Soluzione: indicalo sempre, è obbligatorio e apprezzato.
- Dipendere da un solo canale. Soluzione: col tempo affianca una newsletter o un sito tuo.
Domande frequenti
Serve avere tanti follower?
No, conta più la qualità del pubblico che il numero. Mille persone fidate e interessate valgono più di diecimila follower distratti.
Posso mettere i link affiliati ovunque?
No. Alcuni social limitano i link nei post, altri li permettono solo in bio o in descrizione. Verifica le regole di ogni piattaforma.
Qual è il canale migliore per iniziare?
Quello dove sei già presente o ti trovi a tuo agio. Se parti da zero, YouTube e una newsletter sono i più duraturi.
Conviene comunque aprire un sito?
Col tempo sì: è l’unico spazio davvero tuo, che non dipende dalle regole altrui e costruisce valore nel tempo.
In sintesi
Si possono fare affiliazioni senza un sito, partendo dai canali dove hai già un pubblico: social, video, newsletter. Come Marta, serve un pubblico che si fida, trasparenza sui link e prodotti scelti con cura. È un ottimo modo per iniziare; poi, quando il progetto cresce, un sito tuo è il passo naturale per renderlo solido e indipendente.
Per le basi del metodo, torna alla guida sul marketing di affiliazione e iscriviti alla newsletter qui sotto per le prossime guide.
